Ceratitis capitata

La specie è omodinama, cioè a sviluppo continuo senza diapausa, con svernamento da adulto in zone a inverni miti, in aggregati su piante sempre verdi, o da larva in diversi frutti. Nelle località più fredde lo svernamento tende ad avere luogo nel terreno da pupa. Poiché è una specie tipicamente carpofaga, il suo sviluppo, e quindi anche il numero di generazioni, è fortemente condizionato dalla disponibilità alimentare, cioè se c’è una costante disponibilità di frutti idonei a ospitare le sue larve, la Mosca riesce a compiere continuamente delle generazioni.

Il nutrimento dell’adulto è costituito, come per quello del Daco, da sostanze zuccherine, di varia natura. Il comportamento biologico è fortemente influenzato oltre che dalla disponibilità alimentare, anche dalle condizioni ambientali quali in primo luogo la temperatura. Ceratitis capitata è una specie termofila e proprio per tale ragione stenta ad insediarsi stabilmente nei territori più settentrionali dove il numero di generazioni annue, per le rigide condizioni termiche, è limitato a 2-4.

Nelle regioni meridionali e nelle isole, dove invece trova le condizioni ottimali per il suo sviluppo, particolarmente in Calabria e in Sicilia, si può ritenere che la Ceratitis capitata possa compiere in un intero anno, se le condizioni climatiche e la disponibilità di frutti ospiti le sono favorevoli, circa 6-7 generazioni, così divise:

  1. generazione annuale da gennaio a marzo-aprile, a spese di mandarini ed arance;
  2. generazione annuale in maggio-giugno, i cui adulti che si sviluppano dalle larve vissute nelle arance, infestano le pesche precoci e le prime albicocche;
  3. generazione annuale in luglio, si svolge su albicocche tardive, pesche e perine di qualche varietà precoce;
  4. generazione annuale in agosto, a carico della stessa frutta di luglio, eccetto le albicocche, la cui produzione è finita;
  5. generazione annuale in settembre, su pesche, qualche varietà di fichi comuni, loti, fichi d'India, e qualche frutto di agrumi (arance e mandarini ancora verdi, nei quali però le uova non schiudono);
  6. generazione annuale in ottobre-novembre, si ritrova sulle ultime pesche, loti, anone, fichi d'India, arance e mandarini, in cui incominciano a svilupparsi le larve;
  7. generazione annuale in novembre dicembre, i cui adulti, se in questo periodo la temperatura decorre mite, si svolge a spese di arance e mandarini maturi.

E’ difficile stabilire i limiti tra la fine di una generazione e l’inizio della seguente, poiché accade sempre di trovare, nello stesso periodo, diversi stadi. In queste zone la presenza consistente della Mosca si registra nei mesi autunnali. In Sicilia la maggior presenza di adulti, in agrumeti, si ha generalmente tra fine luglio e dicembre, con picchi nei mesi di Settembre e Ottobre, a seconda il periodo di maturazione degli esperidi. La durata di una generazione varia dai 20 giorni in estate ai 2-3 mesi in inverno.

Per venir fuori dal pupario l'adulto solleva, nella metà anteriore, una calotta a guisa di opercolo.

Le ore in cui avviene la fuoriuscita degli adulti dai pupari sono quelle diurne, partico­larmente le antimeridiane, variabili però a seconda la stagione. Gli adulti si spostano alla ricerca di cibo e di frutti per l’ovideposizione da una pianta all’altra e da un appezzamento all’altro concentrandosi spesso su piante ricche di frutta zuccherina che possono fungere da focolai di diffusione.

Tra il maschio e la femmina la distribuzione spaziale è differente; infatti la femmina con i suoi spostamenti segue molto le fasi fenologiche della pianta ospite e la progressiva  maturazione dei frutti, il maschio, invece, nello stesso periodo può trovarsi molto distante dalla femmina e addirittura in prossimità di piante appartenenti a specie diverse. Essi sono in grado di percorrere anche alcuni km, se in assenza di piante ospiti, e con voli più rapidi. La maturazione sessuale e l’epoca dell'accoppiamento, sono in diretto rapporto con la temperatura. Le femmine raggiungono la piena maturità sessuale dopo 4-7 giorni in estate o 10-12 giorni in autunno-inverno.

I maschi dopo 3 giorni dallo sfarfallamento, emettono un feromone di richiamo sessuale, nel corso di una caratteristica esibizione e  normalmente stazionano sulla pagina inferiore delle foglie dove combattono fra loro per delimitare delle aree di corteggiamento (lek). L’accoppiamento avviene sulla pianta ospite in pieno giorno ed è preceduto da uno scambio di informazioni tattili, visive e acustiche  che consentono il riconoscimento del sesso opposto. La femmina prima di arrivare nel lek si mantiene al di fuori di essa e decide con quale maschio accoppiarsi.

Uova Di Ceratitis Capitata

Nel momento in cui il maschio incontra la femmina  esso si solleva sulle zampe, curvando in alto e sollevando l'ultimo segmento addominale, e contemporaneamente vibra le ali e gira su se stesso favorendo la diffusione nell’aria del feromone sessuale che attira la femmina. Questa, se recettiva, solleva anch’essa l’addome ed estroflette i genitali, altrimenti vola via inseguita dal maschio. I maschi si accoppiano abitualmente molte altre volte mentre la maggior parte delle femmine (anche più del 60%) si accoppia una sola volta. Durante l’arco di vita la femmina può produrre 300-1000 uova, con punte di parecchie migliaia.

In un singolo frutto la femmina depone 1-14 uova, tale numero è correlato alla dimensione del frutto stesso. Tale numero si eleva a 14-75 se il frutto viene esaminato dopo qualche ora, ciò è determinato da più deposizioni da parte di diverse femmine. L’ovideposizione ha luogo al di sopra dei 15-16°C e dopo qualche giorno dall’accoppiamento. Le punture vengono realizzate sui frutti che abbiano raggiunto un certo grado di maturazione. La femmina, posatasi sul frutto, fa un giro attorno ad esso tastandone la superficie con la proboscide. Se durante l'esplorazione incontra lesioni o fori di ovideposizione di altre femmina vi depone dentro. A tale scopo la femmina ripiega l’addome verso il basso ed infigge la trivella nella buccia del frutto, quindi con movimenti rotatori di quest’ultima costruisce una celletta di ovideposizione, affondata di 1-2 mm nella polpa.

Dopo aver ritirato la trivella dal foro, la femmina gira intorno al foro stesso, trascinandola senza invaginarla e in questo modo esegue una marcatura deterrente nei confronti delle altre femmine. In effetti, questo deterrente si dimostra poco attivo in quanto la stessa celletta viene successivamente utilizzata da altre femmine. Le uova schiudono dopo circa 48 ore a temperatura ottimale (26-28°C); mentre, in autunno-inverno, con temperature medie intorno ai 15-16°C occorrono 4-7 giorni. La soglia termica inferiore dell’incubazione è di 9°C e quella superiore è di 39°C il che testimonia l’origine tropicale della specie. La ferita, dovuta alla puntura, si presenta di colore marrone più o meno scuro e depressa su pesche e albicocche, giallognola e ampia su arance verdi, verde-giallastro e poi marrone rossastro su arance mature e nerastra su kaki.

Su arance, da essa subito dopo può gemere un liquido gommoso. La percentuale di schiusura è di solito molto elevata (superiore all'80%) eccezion fatta per gli agrumi dove può ridursi anche al 30%  per la mortalità determinata da dagli olii essenziali. La larva esce dall'uovo e comincia a cibarsi della polpa del frutto diffonndendosi nella polpa. La durata della vita larvale è di 9-12 giorni in estate e si allunga con l’abbassarsi della temperatura fino ad avvicinarsi ai 13 mesi con 8-12°C. A parità di temperatura, sulla durata dello sviluppo, influisce anche il tipo di frutto (per es. le pesche sono tra i frutti in cui lo sviluppo è più rapido); in arance, con temperatura costante a  25°C, lo sviluppo larvale dura 4, 3 e 4 giorni, rispettivamente per la larva di prima, seconda e terza età. Raggiunta la maturità le larve si lasciano cadere nel terreno dove si affondano a circa 10-12 cm, e impupano. La durata dello stadio di pupa è variabile e va da circa 10 giorni, in estate, a circa un mese, in inverno.

Mosca Su Fico

Ceratitis capitata è certamente uno degli insetti più dannosi alla frutta soprattutto in determinate aree favorevoli. Nelle zone a clima temperato i danni aumentano negli anni preceduti da inverni miti e le percentuali di infestazione possono raggiungere il 100% nei periodi autunnali. La sua dannosità è esaltata anche dalla sua polifagia e dalla facilità con cui si può moltiplicare in aree a frutticoltura intensiva e consociata.

In generale i danni ai frutti attaccati sono dovuti alla presenza delle sue larve nella polpa. Il frutto colpito viene portato in breve tempo a marcescenza e di conseguenza viene irrimediabilmente perduto. I danni sono dovuti anche dalle punture di ovideposizione che causano un’anticipata invaiatura dell’epicarpo che si traduce in una cascola anticipata dei frutti. Sugli agrumi il danno operato dalla Mosca assume caratteristiche alquanto differenti rispetto agli altri frutti poiché le punture di ovideposizione provocano la rottura delle ghiandole oleifere della buccia facendo fuoriuscire gli oli essenziali che invadono la celletta di ovideposizione esercitando un’azione caustica nei confronti delle uova e delle larve neonate che vengono in tal modo devitalizzate.

Inoltre, la larva, appena schiusa, deve attraversare l’albedo il che comporta delle difficoltà. Quindi, lo sviluppo delle larve nei frutti degli agrumi costituisce un evento non frequente, che può, soprattutto, verificarsi su frutti ad albedo tenero e sottile come mandarino, clementine e arancio amaro. Pertanto nelle arance, con epicarpo spesso e compatto, il danno è esclusivamente dovuto alle punture di ovideposizione che, anche se sterili, deturpano i frutti.